Oggetto: Casa Circondariale di Cagliari "E. Scalas" - Uta. Relazione sugli esiti della visita ai luoghi di lavoro del 4 luglio 2026 ed esame dei dati organici.
La scrivente Organizzazione Sindacale, a seguito della visita sui luoghi di lavoro effettuata in data odierna presso la Casa Circondariale di Uta, intende sottoporre all'attenzione delle Signorie Vostre le gravi e non più sostenibili criticità riscontrate. Tali problematiche investono la sicurezza della struttura, la salubrità degli ambienti e l'organizzazione del lavoro del personale di Polizia Penitenziaria. 1. Condizioni Strutturali e Igienico-Sanitarie dei Locali Il monitoraggio degli ambienti ha evidenziato una diffusa carenza di manutenzione ordinaria e straordinaria, ascrivibile alla totale assenza di fondi dedicati per il servizio MOF, che si trova sprovvisto dei materiali minimi di ricambio: Pagina 1 di 7 Cucina Detenuti: Il locale presenta un avanzato stato di degrado strutturale ed igienico. Si registrano porzioni di muratura ammalorate, infissi compromessi dall'ossidazione, distacco di piastrelle e una grave rottura della rubinetteria che causa il costante sversamento di acqua sul pavimento. I servizi igienici risultano insufficienti (un solo bagno per la popolazione ristretta addetta e nessuno riservato al personale di sorveglianza). Reparto Transito: I corridoi e le celle presentano pareti annerite dalla fuliggine prodotta da passati eventi detentivi (incendi), con tramezzi danneggiati e interventi di ripristino parziali e non risolutivi. Sezione Gallura e Box Sezioni: Diverse camere detentive risultano inagibili e chiuse a causa di infiltrazioni meteoriche dal tetto e diffusa presenza di muffe. I box delle sezioni appaiono saturi di materiale dismesso, in condizioni igieniche precarie che ne compromettono la salubrità. Locali Colloqui "La Maddalena": Si segnala inoltre il protratto guasto dell'impianto di climatizzazione presso l'area destinata ai colloqui delle detenute, nonché all'interno del box di servizio riservato al personale di Polizia Penitenziaria addetto alla vigilanza del settore durante la fruizione dei passeggi per l’utenza detentiva. Tale criticità, particolarmente gravosa durante il periodo estivo e nei giorni caratterizzati da temperature elevate, ha già determinato situazioni di evidente disagio e perfino malori tra i familiari ammessi ai colloqui. È stata riscontrata la quasi totale inefficienza dei sistemi di automazione dei cancelli d'interblocco e di sezione in tutto l'istituto. La maggior parte dei varchi deve essere azionata manualmente, con serrature e chiavi difettose che rallentano le normali operazioni di servizio. Particolarmente grave risulta la situazione dei cancelli di ingresso alle sezioni detentive, che in numerosi casi non risultano più funzionanti o presentano evidenti anomalie meccaniche. Tali varchi, oltre a rimanere frequentemente bloccati in posizione di apertura o chiusura, possono essere aperti con una semplice spinta 2 dall'interno, vanificando di fatto ogni funzione di contenimento e controllo. Questa condizione rappresenta una gravissima vulnerabilità sotto il profilo della sicurezza penitenziaria, esponendo il personale a evidenti rischi operativi nella gestione quotidiana dei movimenti dei ristretti. 3. Organizzazione del Lavoro e Criticità dell'Area Colloqui Presso l'Ufficio Rilascio Colloqui si registra un ricorso sistematico ai doppi turni da parte delle unità in servizio. Nonostante l'espletamento delle procedure d'interpello, non è ancora stato formalizzato l'inserimento dell'unità vincitrice che doveva aver luogo nel mese di giugno scorso, protraendo una condizione di grave affaticamento per il personale ivi assegnato. 4. Criticità Postazione di Servizio Block House È stata altresì riscontrata una rilevante criticità riguardante il primo filtro di accesso all'istituto, individuato nella postazione Block House, che allo stato attuale presenta numerose vulnerabilità sotto il profilo della sicurezza. In particolare, la conformazione e l'ubicazione della postazione non consentono all'operatore addetto di avere un adeguato controllo preventivo delle persone che si avvicinano alle sue spalle, soprattutto dall'area prospiciente il parcheggio destinato ai familiari dei detenuti e dalla zona dove sono allogati i soggetti ammessi al regime di semilibertà. Tale configurazione determina una significativa limitazione delle capacità di osservazione e di intervento dell'operatore, esponendolo a potenziali situazioni di rischio. A ciò si aggiunge la totale inefficienza del sistema di videosorveglianza a supporto della postazione, che risulta non funzionante e quindi inidoneo a garantire il necessario monitoraggio delle aree sensibili circostanti. Ulteriore elemento di forte preoccupazione riguarda l'accesso destinato ai colloqui con i familiari, costituito da una semplice porta ordinaria mantenuta in chiusura mediante un passante in acciaio, sistema che non offre adeguate garanzie di sicurezza e che può essere agevolmente superato. Tale situazione rende il varco vulnerabile ad accessi non autorizzati, compromettendo la funzione di filtro e controllo che dovrebbe caratterizzare un punto tanto sensibile dell'istituto. 3 Le descritte criticità assumono una valenza ancora più grave alla luce dell'imminente assegnazione presso l'istituto di detenuti sottoposti al regime speciale di cui all'art. 41-bis dell'Ordinamento Penitenziario, circostanza che richiede l'adozione dei più elevati standard di sicurezza passiva e attiva. Nelle condizioni attuali, il Block House non può essere considerato un adeguato baluardo di sicurezza né un efficace presidio di controllo degli accessi, con conseguente esposizione del personale di Polizia Penitenziaria e dell'intera struttura a rischi che appaiono incompatibili con le esigenze operative e di sicurezza dell'istituto. 5. Arredi e suppellettili in uso al personale Ulteriore criticità riguarda lo stato degli arredi e delle suppellettili in dotazione al personale di Polizia Penitenziaria, sia presso i box di servizio delle sezioni detentive che all'interno degli uffici amministrativi e operativi dell'istituto. Nel corso della visita è stato possibile constatare come gran parte degli arredi risulti in condizioni di evidente usura e degrado, tali da non garantire adeguati standard di funzionalità e sicurezza per il personale. In numerose postazioni di servizio sono presenti sedie prive di schienale o con ruote danneggiate, nonché scrivanie ormai vetuste, deteriorate e spesso prive dei cassetti originariamente previsti o con componenti non più funzionanti. Analoghe criticità sono state riscontrate nelle dotazioni informatiche. Non tutte le postazioni operative risultano adeguatamente fornite di personal computer e stampanti, con conseguenti difficoltà nello svolgimento delle attività istituzionali. Anche laddove tali apparecchiature siano presenti, si registrano frequenti problematiche legate alla carenza di materiali di consumo essenziali, quali toner, cartucce e carta per stampa, la cui reperibilità appare spesso difficoltosa. Tale situazione, oltre a incidere negativamente sull'efficienza operativa degli uffici e delle sezioni detentive, contribuisce a determinare condizioni lavorative non adeguate per il personale, costretto quotidianamente a operare con strumenti e dotazioni che non rispondono ai requisiti minimi di funzionalità, efficienza e dignità del luogo di lavoro che l'Amministrazione è tenuta a garantire. 4 6. Analisi dei Dati Organici e della Forza Operativa Dall'analisi della pianta organica e della forza operativa locale aggiornata (dati GUSWEB del 02/07/2026 e 03/07/2026) emerge un quadro di scopertura tra i più severi a livello nazionale: Deficit Complessivo: Il Reparto accusa una differenza negativa del 23,1% rispetto alla pianta organica prevista dal P.C.D. 23/02/2024, con una carenza effettiva di ben 91 unità. Ruoli Chiave: La scopertura tocca punte del 63,64% nel ruolo Ispettori e del 75% nel ruolo Sovrintendenti. Forza "Fantasma": I dati statistici della forza operativa includono formalmente personale assente, distaccato presso altre sedi (es. Roma DAP) o in quiescenza. Ciò falsa la reale consistenza del personale effettivamente disponibile in turno. Impatto sui Turni: La Direzione ha imposto in maniera unilaterale l'adozione di turnazioni su tre quadranti (8 ore lavorative continuative), che hanno azzerato i tempi di recupero psicofisico e la vita privata degli operatori. 5. Tipologia della Popolazione Detenuta e Profili di Rischio A fronte di una popolazione di circa 740 detenuti, l'istituto gestisce una commistione di circuiti ad altissima complessità indifferenziata: Detenuti sottoposti a regime ex art. 14-bis O.P. e soggetti facinorosi non trasferiti presso altre sedi regionali. Presenza di un circuito di "Osservazione Psichiatrica Breve" (30 gg) che riceve costantemente ristretti dalle regioni continentali, nonostante l'istituto sia attualmente privo di specialisti psichiatri in pianta stabile, determinando la permanenza impropria di tali soggetti oltre i termini previsti. Presenza di detenuti in Alta Sicurezza (AS) la cui movimentazione verso altri istituti idonei viene frenata da logiche centrali, gravando sulla gestione locale. La prospettata e imminente attivazione del regime di cui all'art. 41-bis comporterà l'assorbimento di un'aliquota di personale dal quadro permanente in favore del GOM, riducendo ulteriormente la forza destinata alle sezioni ordinarie e 5 aggravando la carenza del personale sanitario, già stimato in misura pari alla metà di quanto necessario per un istituto di tali dimensioni. Conclusioni e Richieste La Casa Circondariale di Uta versa in una condizione borderline di vivibilità e sicurezza. Il mantenimento del turno di 8 ore, in un contesto strutturalmente degradato e con una popolazione detenuta con questo alto indice di criticità, rappresenta un fattore di rischio per l'incolumità psicofisica dei lavoratori. Si richiede pertanto un intervento urgente e indifferibile da parte del DAP e del Provveditorato affinché: 1. Vengano stanziati i fondi straordinari necessari al ripristino delle condizioni igieniche della cucina detenuti e all'efficienza dei cancelli. 2. Si provveda all'immediata immissione in servizio del vincitore d'interpello per l'ufficio colloqui. 3. Venga riconsiderato il piano dei trasferimenti dei detenuti psichiatrici e facinorosi, adeguando i flussi alla reale disponibilità specialistica dell'istituto. 4. Si predisponga l'invio di un contingente di supporto di Polizia Penitenziaria volto a risanare la scopertura effettiva e a permettere il ripristino dei regolari quadranti di servizio a 6 ore. In attesa di un urgente riscontro e della convocazione di un tavolo di confronto, si porgono distinti saluti.