regione Sardegna, emergenza incendi e sicurezza negli Istituti sardi, richiesta urgente formazione specialistica antincendio.
OGGETTO: regione Sardegna, emergenza incendi e sicurezza negli Istituti sardi, richiesta urgente formazione specialistica antincendio.
Egregio Provveditore,
la scrivente O.S. non può esimersi dal denunciare, con profonda preoccupazione, l’ennesimo evento critico che ha messo a repentaglio l’incolumità fisica del Personale di Polizia Penitenziaria e della popolazione detenuta. Ci riferiamo al gravissimo incendio divampato presso la Casa Circondariale di Sassari, che da quanto appreso dalla stampa pare abbia costretto all’evacuazione d’urgenza di un’intera sezione detentiva.
In via preliminare, la scrivente Organizzazione Sindacale intende esprimere la più sentita solidarietà e vicinanza al Personale coinvolto e aggredito in quest’ultima occasione. È inaccettabile che il quotidiano bollettino di guerra veda i nostri poliziotti come bersagli umani di una violenza dilagante. Condanniamo con sdegno ogni forma di aggressione, fisica o verbale, auspicando che l’Amministrazione faccia sentire la propria presenza non solo a parole, ma con atti concreti di tutela giuridica e morale.
Tuttavia, quanto accaduto a Sassari evidenzia che gli eventi critici legati agli incendi dolosi nelle sezioni sono ormai "dilaganti e frequenti". Nella gravità del fenomeno, il Personale si ritrova troppo spesso a gestire l’inferno di fumo e fiamme in estrema difficoltà in quanto le unità formate con i corsi antincendio non sono sufficienti per garantire la presenza in ogni turno di personale formato.
Per tali motivi, la UIL FP Polizia Penitenziaria della Sardegna chiede con estrema urgenza di attivare corsi di formazione antincendio specifici per l'ambiente penitenziario, con particolare riferimento all'uso corretto di maschere antifumo, autorespiratori, visiere antifumo e ogni altro dispositivo di protezione individuale (DPI) utile alla gestione dei fumi tossici. Non è più accettabile che la formazione sia riservata a un "ristretto numero di operatori". Tale situazione crea il paradosso per cui, durante i turni pomeridiani, serali o notturni, la presenza di personale formato non coincide con l'evento critico, lasciando chi è in servizio nell'impossibilità tecnica di intervenire in sicurezza.
Crediamo non si possa aspettare la tragedia irreparabile per formare gli operatori, il Personale ha il sacrosanto diritto di lavorare in sicurezza e di avere gli strumenti per salvare la propria vita e quella altrui.
Certi di un tempestivo riscontro e di un’immediata calendarizzazione dei percorsi formativi richiesti, si porgono distinti saluti.
















