Oggetto: Casa Circondariale di Uta – Criticità gestione e assegnazione detenuto. Richiesta urgente di allontanamento e intervento della S.V.
Egregio Provveditore,
siamo costretti ad intervenire con massima urgenza in merito alla paradossale e insostenibile situazione che si è venuta a creare presso la Casa Circondariale di Uta, legata alla gestione di un singolo detenuto recentemente riassegnato presso l’istituto.
Secondo quanto riferitoci, il soggetto in questione sarebbe stato allocato in una camera detentiva esterna alle normali sezioni detentive, una scelta logistica che già di per sé evidenzia l’eccezionalità e la problematicità della sua gestione. Pare che il detenuto, con un atteggiamento costantemente prevaricatore, stia continuando a creare fortissime tensioni all’interno dell’istituto, minando l’ordine e la sicurezza.
La gestione quotidiana del ristretto sta drenando risorse umane in modo non più tollerabile: risulterebbe infatti necessario impiegare un numero considerevole di Agenti dedicati esclusivamente alla sua sorveglianza che di fatto sembra a vista. A ciò si aggiungerebbe la concessione di una videochiamata giornaliera, talvolta cumulata con colloqui in presenza e, per garantire la copertura di questi servizi e fronteggiare i continui disordini potenziali, il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a subire turni interminabili, che sfiorano le 12 ore consecutive, con la sistematica revoca dei riposi settimanali. Una compressione dei diritti contrattuali e soggettivi dei lavoratori che sta portando il personale allo stremo psicofisico.
Ciò che appare ancor più grave e incomprensibile è la genesi di questa assegnazione. Il detenuto è stato ricondotto a Uta per partecipare alle udienze relative alle denunce presentate proprio dal personale di Polizia Penitenziaria di Cagliari. Riteniamo tale scelta del tutto inopportuna. Parliamo di un soggetto che era già stato legittimamente allontanato dall'istituto per gravissimi motivi di sicurezza, dopo aver tentato, secondo quanto ci risulta, di cavare gli occhi al Direttore durante un consiglio di disciplina, tragedia sventata solo grazie al pronto intervento dei poliziotti presenti.
Riportare il detenuto nello stesso contesto ambientale ha quasi "messo in scacco" un intero istituto, creando le condizioni ideali per il perpetuarsi dei suoi comportamenti prevaricatori. Riteniamo che, in attesa della celebrazione dei processi, l’assegnazione provvisoria per motivi di giustizia potesse e dovesse essere disposta in altri istituti della regione o in città diverse, proprio per tutelare l'incolumità del personale e la serenità dell'ambiente lavorativo.
Definire "paradossale" l'attuale situazione è un eufemismo, Alla luce di quanto espresso, la UIL chiede un autorevole e immediato intervento della S.V. affinché si proceda all'immediato allontanamento del detenuto in questione dalla Casa Circondariale di Uta, ripristinando così la sicurezza dell'istituto e il rispetto dei diritti e della dignità lavorativa del personale di Polizia Penitenziaria.
In attesa di un urgente riscontro, si porgono distinti saluti.
