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OGGETTO: Casa Circondariale di UTA, Imposizione unilaterale del turno di 8 ore conseguenze operative.

Egregio Direttore,

Questa O.S. si vede costretta a intervenire, ancora una volta, per stigmatizzare gli effetti ampiamente prevedibili derivanti dall’imposizione unilaterale del turno di 8 ore oramai gravante sul personale. Siamo ancora costretti a ricordare le rassicurazioni fornite con fermezza da codesta Direzione, la quale sosteneva che con l'introduzione delle 8 ore si sarebbero raggiunti "livelli di sicurezza elevatissimi" e che le unità di Polizia Penitenziaria in servizio sarebbero state finalmente in numero sufficiente per garantire a tutti, in assoluta tranquillità, anche la regolare fruizione della Mensa Obbligatoria di Servizio. Purtroppo, la dura realtà operativa ha impiegato pochissimo tempo a presentare il conto e a smentire tali proclami. Già nel turno serale pare si siano visti i primi e deprimenti risultati: all'ora di cena, la quasi totalità del personale in servizio pare sia stata obbligata a consumare il "sacchetto" direttamente in sezione, a causa della totale mancanza di unità disponibili per assicurare il cambio necessario a raggiungere i locali della mensa. Non bisognava certo essere profeti o novelle Cassandre per ipotizzare che gli effetti benefici delle 8 ore risiedessero unicamente nella convinzione di chi vorrebbe far credere che questa rimodulazione sia la panacea di tutti i mali, adottata a detta dell'Amministrazione in una fantomatica attesa dell'arrivo del regime di cui all'art. 41-bis. Peccato che a Sassari il regime detentivo speciale del 41-bis sia una realtà radicata da numerosi anni, e l'esperienza storica dimostra che si è sempre ricorso allo straordinario in presenza di reali e comprovate situazioni di emergenza, e mai in "astratta attesa" di eventi futuri. Pagina 1 di 2 Se l'obiettivo di questo cambio di passo unilaterale era quello di garantire la dignità e il benessere del personale, i risultati del turno serale dimostrano l'esatto contrario: i diritti contrattuali e i livelli elementari di benessere del personale (come il diritto a un pasto caldo consumato dignitosamente) pare siano stati sacrificati sull'altare di una riorganizzazione approssimativa. Nel frattempo, questa Organizzazione Sindacale ha appreso con pura soddisfazione le parole del Signor Provveditore Regionale, il quale ha annunciato che verificherà se vi fosse effettivamente la necessità e il presupposto giuridico per imporre le 8 ore. Per la UIL la risposta è già ampiamente scontata, anche alla luce di un dato oggettivo inconfutabile: rispetto alla stessa data dello scorso anno, l'organico in forza è aumentato di 22 unità. Con più personale a disposizione, l'istituzione delle 8 ore e la contestuale negazione del cambio mensa appaiono come un paradosso insostenibile. La UIL continuerà a monitorare con la massima attenzione l'evolversi della situazione, a tutela della salute e dei diritti dei lavoratori e attenderà con ansia la data dichiarata di fine imposizione delle 8 ore ma non esiterà a denunciare ogni anomalia che nel frattempo dovesse verificarsi

Allegati:
 Casa circondariale di UTA, imposizione unilaterale turni da 8 ore , conseguenze operative.-1.pdf[ ]164 kB