OGGETTO: Casa circondariale di UTA, criticità organizzazione del lavoro. Egregio Direttore, La scrivente Organizzazione Sindacale intende porre alla Sua attenzione la gravissima e insostenibile situazione in cui versa il personale di Polizia Penitenziaria, costretto quotidianamente a sostenere turnazioni al limite della tenuta psicofisica ed a subire la sistematica compressione dei propri diritti fondamentali. Nel corso dell'ultima settimana pare si siano registrate criticità gestionali , a nostro avviso estremamente gravi, che hanno visto addirittura parte del personale svolgere turni di servizio continuativo di quattordici ore senza poter fruire del pasto, di cui parte svolti in ospedale esterno per un piantonamento. In altri casi pare che il personale del ruolo femminile abbia svolto sedici ore di servizio ininterrotto in sezione.
Tali prolungamenti esorbitanti, a nostro avviso non solo mettono a repentaglio la salute dei lavoratori ma potrebbero rappresentare un grave rischio per la sicurezza complessiva dell'istituto, perché il personale non puo’ mantenere la lucidità e la serenità dopo numerose ore di lavoro, in certi casi senza poter fruire della mensa. A questo quadro già drammatico si aggiunge la reiterata impossibilità per gli agenti di fruire della Mensa Ordinaria di Servizio per mancanza di personale idoneo ad effettuare i cambi, costringendo i poliziotti a prestare servizio a digiuno per un numero Pagina 1 di 3 inaccettabile di ore o di fruire di un sacchetto da consumare , non si sa dove!
Una menzione a parte merita a nostro avviso , quanto ci è stato riferito rispetto la visita in Istituto del Ministro Nordio. A tal proposito si chiede a codesta Direzione di verificare e riscontrare formalmente se corrisponda al vero che al personale sia stato impedito di transitare lungo i percorsi interni per raggiungere i locali mensa, al solo scopo di non incrociare la delegazione ministeriale, o se il transito sia stato bloccato e subordinato al possesso di specifici capi di vestiario come il basco, costringendo di fatto gli agenti a rinunciare al pasto spettante dopo ore di servizio. Riteniamo che la dignità dei lavoratori e le garanzie contrattuali minime non possano essere sacrificate in nome del buon andamento apparente o per coprire le attuali sofferenze dell'istituto. Pertanto, la scrivente Segreteria richiede un sollecito riscontro sui fatti contestati e l'immediata adozione di misure correttive che garantiscano il rispetto degli orari di lavoro.
Chiudiamo con una considerazione: quelle sopra riportate sono doglianze che il personale ci ha esternato in maniera accorata, avranno certamente un approfondimento ed un riscontro da parte della direzione ma su un punto crediamo non ci siano dubbi: obbligare il personale a svolgere le 8 ore senza un apparente emergenza , con 22 unità in piu’ rispetto l’organico dello scorso anno, non sembra portare i miglioramenti promessi. Per la UIL non si tratta di una sorpresa negativa, nonostante i proclami sull’aumento di personale in servizio grazie alle 8 ore, avevamo esplicitato in maniera chiara anche in occasione dell’incontro con il Provveditore che costringere il personale in un Istituto come Cagliari a svolgere le 8 ore, rappresentava un autogoal al 94° sullo 0-0 per usare un paragone calcistico! Purtroppo le doglianze del personale sembrano darci ragione, avremmo preferito sbagliare le previsioni ma eravamo e siamo collegati con la realtà dei fatti. In attesa di uregnte riscontro, cordiali saluti.
