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Oggetto: Arrivo di ulteriori 80 detenuti sottoposti al regime ex art. 41-bis O.P. negli istituti penitenziari della Sardegna, richiesta di iniziative organizzative e di sicurezza a tutela del personale di Polizia Penitenziaria.

Esimie Autorità,

come noto e ampiamente ripreso dagli organi di stampa, sono stati tradotti nell’Istituto di UTA ulteriori 80 detenuti sottoposti al circuito di cui all' ex art. 41-bis dell'Ordinamento Penitenziario. La presente nota nasce dall'esigenza di questa Segreteria Regionale di richiedere formalmente al Dipartimento l'adozione di una serie di iniziative concrete volte ad agevolare il lavoro del personale di Polizia Penitenziaria in servizio negli istituti della regione, chiamato a fronteggiare un contesto operativo sempre più complesso.

Preme innanzitutto precisare, con la consueta chiarezza che contraddistingue questa Organizzazione Sindacale, che la UIL FP Polizia Penitenziaria della Sardegna seppur rispettando ogni legittima presa di posizione, non è mai entrata, e non intende in alcun modo entrare, nel merito delle scelte politiche relative alla destinazione dei detenuti al 41 bis. In qualità di addetti ai lavori, siamo perfettamente consapevoli che la gestione operativa di tali soggetti sarà affidata al Gruppo Operativo Mobile, di conseguenza non abbiamo mai utilizzato, né intendiamo utilizzare, tali vicende per rincorrere una qualche visibilità mediatica, la UIL non ha bisogno di cavalcare situazioni di questa natura per affermare la propria presenza e la propria credibilità sul territorio.

Siamo tuttavia pienamente consapevoli dell'aumento delle difficoltà operative che inevitabilmente si determinerà in tutte quelle occasioni in cui detenuti di tale spessore criminale, dovranno essere tradotti all'esterno degli istituti, sia per motivi sanitari sia per traduzioni di varia natura. Riteniamo che proprio questo sia il momento in cui il Dipartimento debba farsi carico con determinazione, dell’ annosa e non più rinviabile consegna del reparto detentivo ospedaliero a Cagliari ed il posto di polizia penitenziaria nell’aeroporto di ELmas, coinvolgendo a tal fine il Prefetto e la classe politica regionale, per evidenti ragioni di ordine e sicurezza pubblica. Non possiamo infatti ignorare che, nella malaugurata ipotesi in cui dovessero verificarsi eventi critici nel corso di qualche traduzioni, si tratterebbe di vertici di primissimo piano della criminalità organizzata, con tutto ciò che ne conseguirebbe in termini di rischio per l'incolumità pubblica e per la sicurezza degli operatori.

Vedete, noi siamo abituati a guardare in faccia la realtà, i delegati della UIL FP, prima ancora che rappresentanti sindacali, sono operatori della sicurezza: le difficoltà lavorative non le apprendiamo dalla stampa, ma le viviamo quotidianamente, ciascuno nel proprio ruolo, direttamente sul posto di lavoro. Gli istituti penitenziari sardi versano in oggettive condizioni di difficoltà, come testimoniano, in primo luogo, i gravi eventi critici verificatisi presso la Casa Circondariale di Oristano, dove abbiamo appreso che una intera sezione detentiva è stata letteralmente distrutta, nonché i ripetuti, ormai quasi quotidiani, gravi eventi critici registrati presso gli istituti di Uta, Sassari, Tempio dove tra l’altro si sono verificate quelle che ormai macabre aggressioni ordinarie a danno dei nostri Poliziotti.

Vi è poi un ulteriore aspetto che questa Segreteria intende sottoporre all'attenzione del Dipartimento. Circa una ventina di unità del quadro permanente sono e saranno sottratte ai propri ordinari compiti all’interno dell’Istituto per essere impiegate nel GOM ai fini della gestione dei detenuti in regime di 41-bis. Allo stesso tempo, i presidi di sicurezza gestiti dal medesimo quadro permanente sono destinati ad aumentare, al fine di garantire un più elevato livello di sicurezza. Riteniamo che tale circostanza debba essere adeguatamente tenuta in debita considerazione in occasione delle imminenti assegnazioni di personale collegate alla conclusione del corso di formazione degli agenti, così da non lasciare sguarniti gli organici degli istituti sardi proprio nel momento di maggiore criticità operativa.

Per le ragioni sopra esposte, la scrivente Segreteria Regionale chiede al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria di attivarsi con la massima urgenza, coinvolgendo la Prefettura e la classe politica regionale, per la consegna del reparto detentivo ospedaliero a Cagliari ed il posto di polizia penitenziaria presso l’aeroporto di ELMAS, così da ridurre drasticamente il rischio in occasione delle traduzioni esterne.

Chiediamo inoltre durante l’incontro per le imminenti assegnazioni di personale collegate alla conclusione del corso agenti, di tenere in debita considerazione il potenziamento degli organici e dei presidi di sicurezza degli istituti penitenziari sardi, tenendo soprattutto conto della sottrazione di personale del quadro permanente destinato al GOM,

Sarebbe infine utile a nostro avviso attivare un tavolo di confronto con le Organizzazioni Sindacali per monitorare l'evoluzione della situazione negli istituti sardi, alla luce dei recenti e reiterati eventi critici registrati a Oristano, Uta e Sassari e Tempio.

Si resta in attesa di un cortese riscontro e si coglie l'occasione per confermare la piena disponibilità di questa Organizzazione Sindacale a un confronto costruttivo, nell'esclusivo interesse della sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria e della collettività.