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COMUNICATO STAMPA DEL 7 GENNAIO 2026SASSARI: CARCERE AL COLLASSO TRA DEGRADO IGIENICO, SOVRAFFOLLAMENTO E ASSENZA DI INTERVENTI DELL’AMMINISTRAZIONE. LA UIL PA DENUNCIA UNA SITUAZIONE INSOSTENIBILE.


Il Coordinamento Locale della UIL PA Polizia Penitenziaria di Sassari lancia un grido d’allarme rosso sulla situazione in cui versa la Casa Circondariale di Bancali. Le sezioni detentive sono ormai teatro di episodi di degrado estremo e insicurezza, che hanno superato ogni limite di dignità professionale e umana.
La criticità più urgente riguarda la gestione di detenuti con gravi patologie psichiatriche. Ci sono stati segnalati episodi inaccettabili: soggetti che urinano abitualmente contro altri ristretti, sia all'interno delle celle che nei corridoi delle sezioni. Oltre allo spettacolo indecoroso, si è generata una situazione di rischio igienico-sanitario elevatissimo, con odori nauseabondi che ammorbano gli ambienti di lavoro. Nonostante le dettagliate relazioni di servizio e i ripetuti interventi della Polizia Penitenziaria, ad oggi nulla è cambiato.
Il carcere di Sassari sta pagando il prezzo dell’invio indiscriminato di detenuti provenienti da Roma Regina Coeli, a cui si sono aggiunti recentemente i trasferimenti dal carcere di Nuoro, portando l'indice di sovraffollamento a livelli insostenibili. Questa "politica dello svuota-altri" sta trasformando Sassari nel ricettacolo di ogni criticità regionale ed extra-regionale, senza un adeguato potenziamento di risorse e spazi.
A rendere il quadro ancor più drammatico è l'assenza di un Direttore titolare in pianta stabile. Questa mancanza di continuità crea una cronica instabilità gestionale. Inoltre, denunciamo con forza l'impossibilità di instaurare proficue relazioni sindacali con l'attuale direzione reggente: l’atteggiamento di totale chiusura riscontrato rende vano ogni tentativo di confronto costruttivo per migliorare le condizioni di lavoro degli agenti, ormai allo stremo delle forze.La UIL PA Polizia Penitenziaria di Sassari chiede un intervento immediato degli organi superiori e delle autorità competenti, perché in questa situazione si costringe il personale a continuare a lavorare in situazioni illegali.