logo banner top

 

COMUNICATO STAMPA del 2 ottobre 2025

Ennesima Aggressione nel Carcere di Uta: La UIL PA Polizia Penitenziaria denuncia l'Inaccettabile Violenza e Chiede Misure Immediate

 

La UIL PA Polizia Penitenziaria Sardegna esprime la più ferma condanna per l'ennesima, gravissima aggressione avvenuta oggi all'interno del carcere di Uta, a danno di tre agenti della Polizia Penitenziaria.
L'episodio ha visto come protagonista un detenuto arcinoto per la sua condotta violenta e aggressiva nei confronti degli operatori. Nelle scorse giornate, aveva già aggredito un ispettore intervenuto per tentare di riportarlo alla calma durante le sue frequenti escandescenze.
Nella mattinata odierna, il detenuto ha superato ogni limite: dopo essersi barricato nella sua cella, ha brutalmente aggredito gli agenti che si sono introdotti per ristabilire l'ordine. Dalle prime ricostruzioni, il primo agente ad entrare è stato immediatamente aggredito con un tentativo di strangolamento. Solo grazie al tempestivo e faticoso intervento degli altri poliziotti è stato possibile contenere la furia del recluso ed evitare conseguenze ben più tragiche.
Purtroppo, questo detenuto non è nuovo a comportamenti di tale gravità, infrangendo sistematicamente le regole, proferendo minacce di morte e agendo con violenza. Solo la capacità di intervento e la professionalità dei poliziotti intervenuti ha scongiurato il peggio. Nonostante ciò, due agenti sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso per le ferite riportate.
"La situazione a Uta e nelle carceri sarde è ormai insostenibile, non è tollerabile che i nostri operatori debbano lavorare costantemente sotto pressione, a causa di soggetti che, pur essendo noti per la loro pericolosità, continuano a creare scompiglio. La vita e l'incolumità dei nostri poliziotti non possono essere un optional."
La UIL PA ribadisce con forza la necessità di rispettare e applicare immediatamente la circolare dipartimentale che prevede l'allontanamento dei detenuti resisi responsabili di aggressioni a danno del personale. È inaccettabile che la Sardegna, dai "palazzi romani" del Dipartimento, non sia considerata una priorità, se non come mera "isola di sfollamento" per l'invio di detenuti facinorosi e psichiatrici che hanno creato problemi nella penisola.
"Questo non può e non deve più accadere. Le aggressioni non sono incidenti sul lavoro, sono la prova di un sistema che non tutela i suoi lavoratori e non garantisce la sicurezza interna. Così non potrà reggere ancora a lungo.
Al personale intervenuto, va la vicinanza e la totale solidarietà della UIL PA Polizia Penitenziaria. Chiediamo al Dipartimento e al Ministro della Giustizia un intervento risolutivo e immediato per garantire la sicurezza nelle carceri della Sardegna.