Comunicato Stampa dell’ 8 luglio 2025 - Situazione Inaccettabile a Uta: sfruttamento istituzionalizzato del personale e stato di abbandono !
La UIL PA Polizia Penitenziaria per voce del segretario generale della Sardegna Michele Cireddu, denuncia con forza una situazione ormai insostenibile all'interno dell'Istituto Penitenziario di Uta. Nonostante le nostre ripetute segnalazioni e gli incontri con le autorità competenti, la risposta del Provveditorato Regionale è un assordante silenzio, mentre il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a operare in condizioni che definire critiche è un eufemismo.
Sei detenuti piantonati in luoghi esterni di cura rappresentano un onere sproporzionato per un istituto già al collasso. Questa situazione priva ulteriori risorse umane vitali, mettendo a dura prova la capacità operativa del carcere. Il personale è di fatto quasi "sotto sequestro", prigioniero di turni di lavoro disumani che superano di gran lunga le otto ore imposte unilateralmente dalla direzione, le quali avrebbero dovuto essere, a loro dire, la "panacea" di tutti i mali.
L'imposizione delle otto ore, anziché risolvere le problematiche, ha acuito la crisi. Assistiamo a casi in cui agenti, dopo aver iniziato il turno alle 7 del mattino, sono stati obbligati a trattenersi fino alle 21, per ben 14 ore consecutive! Questa non è più gestione, è sfruttamento istituzionalizzato del personale, una pratica inaccettabile che calpesta i diritti e la dignità dei lavoratori.
È impensabile che un istituto come Uta, designato ad ospitare un centinaio di detenuti sottoposti al regime del 41-bis, sia costantemente in uno stato di emergenza così grave. Il nostro personale, già sommerso da un numero impressionante di eventi critici, è costretto a svolgere ore di straordinario interminabili che, beffa delle beffe, verranno retribuite meno delle ore ordinarie.
Non riusciamo davvero a comprendere come le coscienze dei vertici dipartimentali possano rimanere indifferenti di fronte a questa drammatica realtà. Assistono impassibili a un'emergenza che sta portando l'intero sistema al tracollo inevitabile, senza apparentemente muovere un dito. Abbiamo incontrato il Prefetto, abbiamo sensibilizzato il Provveditore, abbiamo dialogato con l'Assessore alla Sanità, ma ad oggi tutti i nostri sforzi sembrano essere caduti nel vuoto.
Chi paga il prezzo di questa emergenza è sempre il personale di Polizia Penitenziaria, che opera in prima linea, esposto a rischi costanti e costretto a vivere quasi in una condizione di semi-ostaggio all'interno dell'istituto. I nostri Poliziotti sanno quando iniziano il turno, ma non hanno la benché minima idea di quando potranno finalmente riabbracciare le proprie famiglie.
La UIL PA Polizia Penitenziaria lancia un grido d'allarme: si intervenga immediatamente prima che la situazione raggiunga un punto di non ritorno. Non possiamo accettare che la sicurezza del personale e l'efficienza del sistema penitenziario vengano compromesse da questa inammissibile inerzia. È tempo di azioni concrete, non più di vuote promesse o assordanti silenzi.