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OGGETTO: regione Sardegna, anomalie gestionali.

 

 

Esimie Autorità,

 

 

Erano gli esordi del Provveditore in terra sarda, quando la UIL durante l'incontro di presentazione, aveva denunciato una serie di anomalie gestionali che potevano certamente avere una risoluzione.

 

Venivamo da un periodo di "vacanza organica" nel ruolo dei Dirigenti del PRAP, in quanto l'ex  Provveditore DE GESU era stato assegnato ad un incarico Dirigenziale del DAP ed era stato sostituito dal vicario Dr. FARCI che doveva assicurare anche la Direzione degli Istituti di Oristano ed Is Arenas.

 

Ricordiamo perfettamente l'ottima impressione che suscitò il Dr. Veneziano durante il discorso di presentazione, avevamo riposto in lui la speranza per riportare la Sardegna penitenziaria ad un ruolo di spicco che meritava e merita. Il Governo ha, a suo tempo, investito in termini strutturali grandi risorse nell'isola, per realizzare diversi Istituti, dove sono stati allocati elementi di spicco della criminalità organizzata, creando un mix, a nostro avviso esplosivo, costituito da detenuti appartenenti al circuito 41 bis, alta sicurezza e media sicurezza, questi ultimi, nella maggior parte, affetti da gravi problemi psichiatrici, quindi ingestibili e refrattari ad ogni attività risocializzante.

 

Davanti ad uno scenario simile avevamo auspicato massima attenzione da parte dei vertici dell’Amministrazione per i diritti del personale, per il loro benessere e un attenzione particolare per salvaguardare l'incolumità di tutti gli operatori.

 

Speranze purtroppo vane, in quanto il personale di Polizia Penitenziaria era in difficoltà, cosi' come purtroppo lo è ancora. I diritti sanciti dalla costituzione erano costantemente disattesi, il congedo ordinario da fruire in diversi Istituti si accumulava costantemente, con arretrati relativi diversi anni. La distribuzione dei turni di lavoro era estremamente disomogenea, ed ancora, le Direzioni violavano anche le piu’ elementari prerogative sindacali.

 

Sembravano  lampanti le disparità dei distacchi regionali che dovevano essere concessi per gravi motivi familiari, spesso capitava che, a parità di condizioni, i dinieghi venivano emanati proprio davanti ai casi piu' gravi.

 

In diverse circostanze sono stati depauperati gli organici degli Istituti per distacchi nei servizi extra penitenziari, disattendendo anche in quel caso, alle legittime aspirazioni del personale che potevano tranquillamente essere garantite con la realizzazione di regolari interpelli.

 

A distanza di quasi 2 anni dall'assegnazione tanto auspicata, crediamo sia arrivato il momento di fare un bilancio sulle varie situazioni che si sono delineate nella gestione dell'attuale Provveditore.

 

All'inizio del mandato non possiamo non citare la realizzazione dell'assetto strutturale dei NN.TT.PP. della Sardegna, anche se purtroppo non è mai stato rispettato da Diverse Direzioni, soprattutto nella parte in cui venivano disciplinate le rotazioni e gli interpelli, creando una vera e propria discriminazione tra il personale.

 

La UIL malgrado non avesse concordato su diversi aspetti del documento, ne ha piu' volte sollecitato il rispetto, in quanto alcune Direzioni disattendono totalmente tale accordo, mentre altre disattendono alcune parti fondamentali. Anche in questo caso, riteniamo che il Provveditore non sia mai intervenuto con la dovuta incisività per imporre il rispetto degli accordi.

 

 

Per il resto, oltre a persistere, a nostro avviso, le varie anomalie sopra esplicitate, che avevamo denunciato nel periodo genesi del mandato provveditoriale, sembrano addirittura peggiorate alcune dinamiche rispetto al passato. Per citare alcuni esempi, è di fatto scomparsa la commissione di garanzia regionale che si esprimeva sulle violazioni degli accordi messi in atto dalle Direzioni degli Istituti. Sono infatti diverse le richieste di attivazione dell'organo presieduto proprio dal Provveditore e, malgrado diversi solleciti, attualmente non è arrivato nessun riscontro.

 

Un altro tasto dolente è rappresentato dai distacchi in regione: malgrado le normative impongano i distacchi per motivi elettorali o per gravi motivi familiari o per l'assistenza ai figli minori di 3 anni, arriva spesso puntuale ed inesorabile il diniego. Un esempio lampante è rappresentato da un Agente in servizio presso l'Istituto di Sassari con entrambe i genitori affetti da gravissime malattie terminali che ha ottenuto 1 mese di distacco presso l'Istituto di Cagliari con il diniego della proroga, mentre altri, probabilmente piu' "fortunati" ed attenzionati, permangono in distacco da mesi.

 

Per quanto riguarda invece gli interpelli per gli incarichi nei servizi extra penitenziari , ad onor del vero, qualcosa si muove, anche se con innumerevoli paradossi e contraddizioni. E' il caso di una poliziotta dell'Istituto di UTA, regolarmente vincitrice di interpello per un incarico precedentemente svolto da 2 Assistenti del ruolo maschile. Incredibilmente deve pero' svolgere tale incarico solo ed esclusivamente quando le esigenze del provveditorato lo richiedono. Ovviamente questo anche e soprattutto per : ......"venire incontro alle carenze organiche del reparto femminile dell'Istituto....", citava un riscontro del Provveditore. Peccato pero' che l'organico del femminile del carcere di UTA sia meno sofferente del reparto maschile, dove un Assistente, l'ennesimo, è stato distaccato in pianta stabile in un Ufficio del PRAP dove già sono impiegate 2 unità di Polizia Penitenziaria. Quest'ultimo è stato selezionato con un nuovo modo di reperire il personale:  "la ricognizione tra gli Istituti". In questo caso pero' nessun attenzione e nessun cenno sulla carenza organica dell'Istituto nel ruolo maschile, quel distacco doveva evidentemente essere portato a termine senza dare spiegazioni plausibili!

 

Ed allora diventa difficile trovare delle affinità con una gestione che non rispetta le pari opportunità e disattende le relazioni sindacali, diventa anche difficile, contrastare certe violazioni delle Direzioni che per esempio, inseriscono nei vari posti di servizio soggetti ad interpello, unità prescelte in barba ad ogni criterio concordato.

 

Esempi lampanti negli Istituti di Cagliari UTA, (Ufficio servizi, MOF, ufficio pianificazione del NTP, ecc. dove tra le altre cose sono stati inventati anche incarichi non istituzionali, sconosciuti in altri Istituti della repubblica. Possiamo citare inoltre, l'Istituto di Sassari,dove la Direzione ha inserito unità di Polizia Penitenziaria senza nessun interpello nell'incarico di responsabile degli automezzi e addirittura in posti di servizio non istituzionali , es. l'ufficio paghe.

 

Diventa difficile, se non impossibile, a questo punto ottenere il rispetto delle regole ed il rispetto per i diritti del personale se, chi dovrebbe vigilare, non rispetta in primis gli accordi.

 

Ed allora, senza voler trattare argomenti di carattere nazionale, ci consenta di affermare che, se il Ministro sta realizzando un decreto per razionalizzare il personale nelle sedi  extra penitenziarie, chi gestisce la regione deve impedire che negli Istituti si creino posti di servizio non istituzionali dove vengono assegnati i poliziotti distogliendoli da incarichi istituzionali.

 

Ed allora crediamo che a  prescindere dall’esito della denuncia avanzata dalla UIL al tribunale del lavoro per attività sindacale, il Capo del Dipartimento a cui la scrivente è diretta, ed il Ministro, a cui la missiva è inviata per conoscenza, debbano intervenire per migliorare le condizioni lavorative del personale e ripristinare una corretta gestione degli Istituti e della regione.

 

 

Lo scrivente coordinamento, in piena sintonia con la linea nazionale della UIL, non puo' certamente sottostare ad una gestione che non sembra improntata su criteri di trasparenza e pari opportunità tra tutto il personale.  Considerato che non è sfuggito l'intervento  Autorevole del Capo del Dipartimento che ha disposto un ispezione presso un Istituto della regione dopo le segnalazioni della UIL, chiediamo un ulteriore intervento  per risolvere le anomalie segnalate nella presente.

 

 

 

In attesa di riscontro, cordiali saluti.