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OGGETTO: Casa di Reclusione di Oristano, criticità e gestione del personale, Riscontro nota prot. n. 3513 del 20/03/2026.
Egregio Direttore,
abbiamo ricevuto e analizzato la Sua nota del 20 marzo u.s.. Sebbene apprezziamo il tentativo di condivisione della grave situazione in cui versa il reparto, non possiamo esimerci dal rilevare come il quadro descritto sia a nostro avviso il risultato di un percorso gestionale che questa Organizzazione Sindacale denuncia da tempo, spesso senza ricevere alcun riscontro concreto o, peggio, venendo ignorata nelle proprie proposte costruttive.
Siamo pienamente consapevoli che la situazione a Oristano sia peggiorata in modo esponenziale. La riduzione della forza operativa (con un saldo negativo di ben 57 unità nel reparto e 10 nel NTP) , unita alla cronica mancanza di medici e specialisti psichiatrici, sta schiacciando l’esiguo personale rimasto nei turni delle sezioni detentive.
L’attuale emergenza purtroppo per noi non è una sorpresa. È figlia di scelte gestionali che abbiamo contestato nel tempo. Ci permettiamo di ricordarLe un esempio emblematico: quando un nostro delegato locale, con spirito di collaborazione, chiese l’installazione di una rete nel cortile passeggi per impedire le arrampicate sui tetti, la risposta fu uno scherno ufficioso, tacciando il sindacalista di essere una "Cassandra". Ebbene, i recenti eventi critici che hanno messo in ginocchio l’istituto dimostrano che quella lungimiranza avrebbe evitato gravi criticità. Forse i suggerimenti dei rappresentanti dei lavoratori sono stati considerati poco autorevoli da chi si sente "professionista", ma la realtà dei fatti è oggi sotto gli occhi di tutti. Ricorda quando abbiamo segnalato che la gestione amministrativa e le risposte celeri (anche se negative) verso chi lavora in sezione fossero in quel momento uno dei modi per evitare escalation pericolose dei detenuti che l’esiguo personale che lavorava e lavora in sezione, non poteva gestire?
Direttore, siamo del parere che l’emergenza è reale, ma deve interessare tutti, non solo una parte del personale. È inaccettabile che, a fronte di una carenza organica drammatica, la linea di comando continui a mantenere uffici a sei ore o a "blindare" posizioni di privilegio a discapito di professionalità, anzianità e grado.
• Non è più tollerabile che chi lavora in silenzio venga ignorato, mentre chi "gioca a melina" gode di fiducia e posti privilegiati.
• Il carico di lavoro straordinario deve essere equo: non si può permettere che lo stress lavorativo faccia cedere anche il personale più esperto e strutturato.
• Operare con piani senza copertura, senza preposto o con turni che partono già scoperti per noi sembra una follia gestionale che mette a rischio l'incolumità fisica e psichica degli operatori. Attualmente Oristano sta imbarcando detenuti dal distretto più che da fuori regione. Stanno arrivando soggetti critici, facinorosi e psichiatrici senza avere il supporto sanitario adeguato. Questi soggetti, spesso inavvicinabili, occupano camere in infermeria creando ulteriori disagi a una macchina organizzativa già inceppata.
Vede Direttore non non siamo ipocriti, quello che scriviamo a Lei, lo abbiamo ribadito con forza anche in occasione delle riunioni sindacali con il Provveditore. Non siamo tra coloro che in istituto promettono battaglie e poi, davanti all'Amministrazione Superiore, sostengono che il disagio sia dovuto al "cambio dei tempi" o alle "nuove generazioni che non sanno più gestire come un tempo le situazioni".
Siamo comunque del parere che piangere sul latte versato non serve, servono soluzioni immediate ed a nostro avviso nell’immediatezza, esistono due strade:
1. Continuare a trascinarsi inerti nell'emergenza fino al collasso definitivo e crediamo che nessuno lo voglia!
2. Istituire un gruppo di lavoro paritetico (Amministrazione e Delegati Sindacali di ogni OO.SS.) per riorganizzare l'Istituto. È necessario distribuire il carico di lavoro, prevedendo i turni di 8 ore anche per chi non entra nelle sezioni da anni. L'aiuto serve ora, non solo una domenica al mese "in ausilio".
In sede di imminente riunione al Provveditorato per l'assegnazione dei nuovi Agenti, sosterremo l'invio del maggior numero possibile di unità a Oristano. Tuttavia, senza una riorganizzazione interna coraggiosa e spassionata, ogni rinforzo sarà solo un palliativo destinato a essere riassorbito dalle assenze per stress da lavoro correlato.
Al Provveditore, che legge per conoscenza, chiediamo un intervento immediato attraverso l'invio di unità in missione per supportare la gestione di un Istituto che ha ormai superato ogni limite di guardia.
In attesa di un riscontro concreto e non di circostanza, porgiamo distinti saluti.